Tripadvisor blinda i contenuti

I contenuti sono miei e li gestisco io!

In molti mi chiedono se è possibile “copiare e incollare” le recensioni di Tripadvisor sul proprio sito, io stesso ho spesso detto di farlo, anche “taroccando” i codici di Tripadvisor (privandoli dei link). Adesso però mi giunge voce che perfino alcune piattaforme di aziende che gestiscono la reputazione, e che prima offrivano un servizio di raccolta recensioni, non possono più ripubblicare i contenuti di Tripadvisor.

C’è solo un modo ammesso da Tripadvisor per poter condividere le recensioni: i contenuti di TripAdvisor sono ottenibili attraverso i widgets predefiniti (tripadvisor.it/Widgets)

Cosa è accaduto? E’ accaduto che il sito di recensioni più grande del mondo ha inibito la funzione RSS sostituendola con una API. I contenuti sono accessibili solo direttamente e quindi i cosiddetti “sistemi terzi” non possono redistribuire i contenuti a meno che, tutto ciò, non venga pattuito di volta in volta.
Tripadvisor è molto chiara in merito ai propri contenuti, in questa pagina http://www.tripadvisor.com/pages/terms.html trovate tutte le “PROHIBITED ACTIVITIES” tra le quali la più stringente è la (vi).Se avete intenzione di diventare un “Content partner” qua trovate le spiegazioni della API http://www.tripadvisor.com/help/what_is_an_api, qua il modulo per effettuare la richiesta http://www.tripadvisor.com/APIAccessSupport. Ma attenzione perché non è finita, i contenuti saranno comunque blindatissimi, come potete notare nell’immagine sopra: non possono essere indicizzabili per i motori di ricerca e tanto meno ottimizzati.

Dunque chi aveva sognato, acquistando questa API, di salire nelle ricerche organiche con la voce “Nome Hotel Tripadvisor” secondo me ha preso una grande cantonata.

Che Tripadvisor intendesse aumentare i ricavi derivanti dalla “vendita” dei contenuti si è più volte compreso ma che la distribuzione diventasse così aggressiva e in breve tempo non me lo aspettavo e ciò mi preoccupa un po’.

Ecco perché mi preoccupa:

– perché gli ospiti parlano di una struttura sottoponendosi a un inappellabile giudizio del sito americano;
– perché la struttura non può far altro che accettare il giudizio del sito americano;
– perché la struttura può duplicare i contenuti ad essa riferiti a patto che crei con un widget un canale privilegiato verso il sito americano;
– perché i recensori nella maggior parte dei casi non sono pienamente consapevoli che i loro contenuti generati gratuitamente verranno commercializzati;
– perché in questo modo la reputazione di un’azienda è in mano ad un’azienda terza che, nel caso dell’Italia, non risponde alle stesse leggi del territorio in cui opera.

E’ il momento che la legislazione italiana sani questa asimmetria informativa e di dominio dei diritti sugli UGC.

E’ questo il problema fondamentale, le polemiche circa gli algoritmi tarocchi, il marketing aggressivo, il ritardo nella pubblicazione delle recensioni negative sono come le discussioni delle partite di pallone.

Il problema è che i contenuti di Tripadvisor fanno revenue e reputazione e quindi avviamento, e non è ammissibile che un così importante fattore del mio bilancio dipenda dalle regole di terzi e per giunta da leggi non europee e tanto meno italiane. Io amo l’internet libero, ma se questa è libertà meglio porre delle regole.

Photo by Erik Karits from Pexels

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

Leggi gli altri post di Robi Veltroni

Non ci sono (ancora) commenti.

Commenta il post

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.