La parity rate in Europa e il dilemma tariffario

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Sulla parity rate le policy tariffarie degli albergatori sono incoerenti con le richieste delle associazioni al legislatore.

Sì, la parity rate è un problema! Dire che più della metà degli utili delle OTA è realizzato grazie alle discutibili politiche tariffarie degli albergatori può sembrare una forzatura ma forse non lo è.

Le risultanze di molte rilevazioni – da quelle elementari di Officina a quelle più approfondite di Rate Gain – dimostrano che gli albergatori hanno un rapporto assai strano con le OTA e per niente coordinato e coerente con le azioni che le associazioni di categoria intraprendono a suon di carte bollate.

Mentre le associazioni di categoria europee lottano per abbattere la parity rate, e quindi ottenere la possibilità di praticare tariffe più basse sui siti proprietari, gli albergatori continuano imperterriti, in tutta Europa, a inserire le tariffe più basse sulle OTA quando, al momento potrebbero – secondo gli accordi contrattuali sempre esistiti – pubblicare tariffe identiche sia sulle OTA sia sul sito proprietario.

Con diverse sfumature percentuali, secondo l’indagine condotta in agosto da Rate Gain, le tariffe più convenienti, nella maggior parte dei casi, si trovano sulle OTA. Tra le città europee indagate solo gli hotel a 5 stelle di Barcellona sono mediamente più convenienti o in parity. In tutti gli altri casi le OTA sono più convenienti. I più indisciplinati, a livello tariffario, sono gli albergatori a 4 stelle di Amsterdam. Forse la sede di Booking.com si trova in Olanda non solo per motivi fiscali ma perché proprio in quella città c’è un clima favorevole per le OTA.

Nei grafici di Rate Gain in grigio chiaro trovate la percentuale di hotel in parity, in arancione la percentuale di hotel più convenienti sul sito proprietario, in grigio scuro la percentuale degli alberghi più convenienti sulle OTA.

Europa – alberghi a 3 stelle

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Europa – alberghi a 4 stelle

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Europa – alberghi a 5 stelle

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Se guardiamo quello che succede in Asia, possiamo notare una più forte situazione di parità e una percentuale assai più bassa di casi di maggiore convenienza sulle OTA. In sostanza mentre si può dire che in Europa sia mediamente più conveniente prenotare attraverso gli intermediari online, in Asia si ha un contesto generalmente più favorevole alla prenotazione diretta.

Asia – hotel a 3 stelle

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Asia – hotel a 4 stelle

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Asia – hotel a 5 stelle

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L’unica nota positiva è che ci sono alcuni albergatori (la percentuale arancione) che se ne infischiano delle clausole contrattuali, delle guerre e delle “concessioni” che le OTA fanno cadere dall’alto. Hanno le tariffe più convenienti sul sito proprietario, e voi cosa aspettate a farlo?

Immagine di copertina MaxPixel (1)

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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1 Commento
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    Enrico
    Ottobre 6, 2015

    ciao robi,
    la parity scricchiola di brutto…
    ma mettiamoci nei panni di un’ota…
    … assumeresti un team di controllori per verificare 600.000 partners? Rinunceresti ad una campagna pubblicitaria basata sul numero di possibilità vendibili? Siccome è scelta di un’ota è vendere ogni cosa vendibile, poi ti sentiresti di accusarli di millantata professionalità (ovvero la tua professionalità visto che hai proposto e accettato il contratto)?
    .. mi manca un pezzo logico che connette il mercato delle ota ai fornitori!….se non il fatto che le ota spendono i loro soldi molto bene, molto meglio di quanto non si creda! Addirittura riescono a far credere che la parity esiste!
    un bacio,
    enry

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