Skip to main content
Reading Time: 3 min

All’approssimarsi dei mesi estivi, l’attenzione si sposta, come ogni anno, ai flussi turistici, con una particolare attenzione alle mete meno frequentate dove poter trascorrere i propri periodi di riposo.

Si tratta di una condizione che negli ultimi anni ha occupato sempre maggiore spazio all’interno del dibattito pubblico, complice il moltiplicarsi di città italiane esposte ad un turismo internazionale sempre più denso.

La scelta di una destinazione turistica cosiddetta alternativa, dapprima rivendicazione di target specifici di persone, negli ultimi anni è diventata sempre più un’esigenza che coniuga istanze economiche, spinta all’esclusività, scelta esperienziale.

C’è di più: con l’aumento delle riflessioni legate al fenomeno dell’overtourism, scegliere una meta lontana dai grandi centri urbani ha acquisito anche un valore immateriale aggiunto di tipo etico.

Non si tratta di una novità assoluta: prima dell’overtourism c’era il turismo responsabile, e i grandi filoni turistici legati all’enogastronomia. C’era il problema della destagionalizzazione e le iniziative culturali realizzate temporalmente distanti dai mesi estivi.

Oggi però l’approccio etico si è esteso e scegliere una meta poco inflazionata diviene uno strumento per favorire la rivitalizzazione dei borghi, delle aree interne, e di tutti quei territori associati ad una condizione di “difficoltà”.

Questa associazione etica può potenziare, e forse già potenzia, alcuni trend turistici in espansione, primo tra tutti, il trend del turismo estivo in montagna.

Un trend che ha raggiunto margini di crescita in doppia cifra negli ultimi anni, e che viene altresì sospinto dalla presenza di organizzazioni che favoriscono, attraverso la creazione di eventi e rassegne culturali, un segmento turistico molto interessante, spesso caratterizzato anche da possibilità di spesa più elevate rispetto alla media del totale dei vacanzieri estivi.

Un fenomeno di questo tipo è senza dubbio interessante, e la connessione tra flusso turistico crescente, incremento delle azioni culturali e delle iniziative economiche turistiche sul territorio sono fenomeni che meritano senza dubbio un plauso.

Malgrado tali livelli di auspicabilità, è importante ricordare che lo sviluppo di un’attività turistica stagionale (o bistagionale), può essere soltanto una parte, quantunque importante, di una pianificazione di sviluppo territoriale. Soprattutto se al centro della riflessione troviamo borghi o comuni montani, con un numero di abitanti generalmente esiguo, e con strutture che di frequente rispondono a proprietà extraterritoriali.

La rinascita dei borghi attraverso il turismo non è un processo di ricostruzione delle aree interne, è un processo di trasformazione di territori in centri turistici.

In una logica di mercato, questa condizione non rappresenta necessariamente un “male”, anzi. Una comunità è nel pieno diritto di perseguire una trasformazione di questo tipo, soprattutto quando l’alternativa appare ben meno rosea.

È però importante riconoscere questo aspetto, e fare in modo che le comunità possano agire adottando delle scelte responsabili e consapevoli.

Le Amministrazioni, in questo caso, hanno un ruolo centrale: sono le istituzioni che i cittadini hanno scelto come organi di governo territoriale, e quindi sono le istituzioni che più di qualunque altro livello della nostra organizzazione repubblicana conosce le esigenze del territorio e può interpretarne le ambizioni di medio-lungo termine.

È a loro, soprattutto, che va l’onere di comprendere come trasformare il turismo stagionale (estivo e invernale) in un tassello di una strategia più ampia, che consenta di riconquistare, unità dopo unità, nuovi residenti, nuovi cittadini, nuove imprese, nuovi servizi.

Con la presenza di tali condizioni, le Amministrazioni possono davvero trovare nel turismo le risorse per la costruzione di un percorso di crescita del territorio. Se invece accettiamo che il semplice afflusso di turisti in un luogo altrimenti poco densamente abitato sia di per se una leva per lo sviluppo di quel territorio, allora abbiamo del tutto frainteso non solo il “turismo” nella sua accezione più ampia, ma anche i meccanismi economici che lo regolano.

Per quanto un turista possa essere percepito come un cittadino temporaneo, risulterà necessariamente un “cittadino non professionista”, perché la professione di cittadino, al pari di qualsivoglia altra professione, deriva dalla continuità con cui si esercita una determinata arte.

Inquadrare il turismo “alternativo” all’interno di un corretto framework può essere una leva di sviluppo. 

 

 

Stefano Monti

Stefano Monti

Partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all'estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale e turistico.

More Posts

Stefano Monti

Partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all'estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale e turistico.

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.