Dal portafoglio con le gambe al viaggiatore senza portafoglio!

 Dunque anche il meeting di Cernobbio si è consumato con i soliti dati sul turismo. Più arrivi, meno presenze, fatturati che si assottigliano. Sono i numeri di tutto il nostro turismo, ma sono anche quelli di una piccola destinazione ligure che studio da qualche anno e anche quelli di un’area vasta di 28 comuni come la Maremma. E’ il nostro male! Siamo piccoli, poveri di infrastrutture e disorganizzati. Ecco perché gli ospiti arrivano, danno un’occhiata e poi se ne vanno. Eppure avrebbero voglia di spendere. Rappresentiamo il viaggio dei loro sogni, e anche la qualità e le marche del loro immaginario.
Fonte: elaborazione Confturismo su dati Eurostat

Fonte: elaborazione Confturismo su dati Eurostat

No, come arrivi non ce la caviamo male. Da anni ce la giochiamo con la Spagna e addirittura surclassiamo la Francia (che conta anche con un po’ d’astuzia gli arrivi). E quindi per quale motivo abbiamo con Madrid uno spread passivo per 14 miliardi? Perché come accennavo in un post precedente siamo bravi a promuovere ciò che si promuove da solo!

In pratica stiamo continuando a spendere un sacco di soldi in pubblicità per un ristorante che non riesce ad accogliere al suo interno tutti coloro i quali vorrebbero provarlo. Invece di ampliare il locale, renderlo più capiente, organizzarlo meglio spendendo i soldi in infrastrutture, spendiamo soldi nel raccontarlo, nel pubblicizzarlo. Niente, anche nell’ultimo meeting non una sola parola sulla benedetta distribuzione.

spesa turisti

I turisti in Italia arrivano in gran quantità ma non spendono, non riusciamo a distribuire i nostri prodotti e servizi, a renderli fruibili, non riusciamo a far fruttare i nostri investimenti pubblicitari. Non ci assistono le infrastrutture e rinunciamo a mettere in pratica operazioni che potrebbero sembrare possibili e redditizie.

Come è possibile non comprendere che questi dati evidenziano una cronica mancanza di distribuzione? Anche la promozione andrebbe ridistribuita a favore dei comparti che, per esempio in Spagna, garantiscono un valore aggiunto sui ricavi: il prodotto balneare.

Cultura, musei, Unesco non sono attrattori da ricavi medi elevati e generatori di presenze (le città d’arte se riescono, possono fare un brillante 2,8 di soggiorno medio, altre faticano a superare l’unità, sulla costa Maremmana o sulle isole si arriva anche a oltre 5 pernottamenti).

Tutti continuano a promuovere e a non distribuire. Quando qualcuno ci pensa mette in moto siti simili a quelli delle OTA e pretende di batterle con qualche migliaio di euro in pay per click. I sogni si infrangeranno qualche mese dopo quando gli albergatori non verseranno neanche una camera in quei database.

E che dire di quei mitici sostenitori della promo-commercializzazione, altra mitica figura dell’epopea turistica. Il minotauro turistico con la testa da pubblicitario e il corpo da venditore di camere che ha sempre condotto verso inutili arabeschi fallimentari. Dunque cosa possiamo fare? Copiamo, copiamo dai più bravi.

Innanzitutto come dice William Talbert, CEO Greater Miami Convention & Visitors Bureau:

Between its beaches, luxury restaurants and stores and international culture, Miami has no trouble convincing visitors to come and spend money“.

Se non hanno problemi nell’attrarre le persone cosa faranno mai quelli di Miami? Fanno di tutto per spiegare ai loro clienti perché restare più a lungo o ritornare più spesso.

Its tourism board, therefore, is less concerned about telling visitors why to come and more focused on getting them to come back and stay longer.”

In Italia per facilitare la commercializzazione delle strutture alberghiere, le associazioni di categoria fanno la guerra alle OTA. Nel mentre, anzi nel 2013, l’ufficio del turismo di New York annunciava la partnership con booking.com per la vendita delle camere diretta sul sito della più grande città americana.

Vediamo che cosa fa su internet la Spagna. Anche gli iberici non fanno la guerra alle OTA. Il selettore per l’acquisto dei viaggi aerei sul sito spain.info è “powered by Skyscanner”, la vendita delle camere è “powered by Hotelscombined”. Se andate sul sito dell’Australia vi aiuteranno a trovare l’agente di viaggi specializzato più vicino al vostro portone di casa (cliccate sull’immagine qui sotto per ingrandirla)

australia

Su Visit Britain Shop puoi comprare di tutto dai souvenir alle mappe, ai biglietti del treno, dei bus, trasporti, attrazioni, spettacoli eventi.  Tutti motivi e opportunità per giustificare un soggiorno più lungo. Poca narrazione, due righe di descrizione, sconto, nessuna coda, prezzo e via pedalare.

britain

Oppure, sempre su Visit Britain si trovano delle guide utili dove l’intento di distribuire pare abbastanza evidente appena le apri

guide_visit_britain

Da noi invece ci balocchiamo con i musei gratis la domenica e a Pasqua con #Verybello che non ti assiste neanche per un treno con il quale raggiungere una mostra che hai scelto. A noi invece, come dice Franceschini basterà “guardare nei prossimi mesi l’Italia con gli stessi occhi stupiti e ammirati dei viaggiatori di altri paesi. Se riusciamo a farlo, forse riusciremo a cambiare il paese”. 

franceschini

Siamo passati dalla poco condivisibile teoria di Ejarque del pensare ai turisti come portafogli con le gambe a quella non meno estrosa e arrendevole del ritenere i nostri viaggiatori esseri privi di portafogli.

Robi Veltroni

Robi Veltroni

Robi Veltroni è il fondatore di Officina Turistica. Venditore di camere, si occupa di marketing e pubblicità nel turismo da circa vent’anni. Ha iniziato a lavorare in albergo nel 1979: dopo aver vissuto nei viaggi degli altri per oltre trent’anni, si è trasferito in Maremma. Membro del comitato di programma di BTO – Buy Tourism Online. Attualmente è direttore d'albergo, consulente in direzione delle aziende turistiche e dell'ospitalità, formatore in management alberghiero, marketing turistico e web marketing.

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